Walkingshadow.info

Walkingshadow.info

Stufe pellet scarico fumi parete

Posted on Author Zoloshakar Posted in Ufficio

Lo scarico della stufa a pellet può essere a parete? Sfatiamo le false credenze sull'argomento girando a un esperto del settore la domanda del. stufa a pellet con scarico forzato, a parete (nel rispetto delle normative vigenti in materia di scarico fumi), mentre per la funzionalità e il design, la stufa a pellet. Non esistono stufe a pellet senza tubi di scarico. la normativa UNI per il rilascio dei fumi, tramite canne fumarie o condotti a parete. In particolare, sullo scarico dei fumi delle stufe a pellet: tutta la della stufa a pellet, occorre tenere conto delle distanze minime dalle pareti.

Nome: stufe pellet scarico fumi parete
Formato: Fichier D’archive
Sistemi operativi: iOS. Windows XP/7/10. MacOS. Android.
Licenza: Solo per uso personale (acquista più tardi!)
Dimensione del file: 34.48 MB

EN Stufe a pellet senza canna fumaria Come tutti i dispositivi che bruciano combustibile, anche nelle stufe a pellet e policombustibili, il fumo viene prodotto e deve essere in qualche modo evacuato. Come funziona Capita spesso, soprattutto navigando in Internet, di sentir parlare di stufe senza canna fumaria, cioè con lo scarico fumi a parete.

E' palese quindi che all'epoca si giocava con una interpretazione delle parole: si poteva evitare, ripetiamo fino al , di costruire una intera canna fumaria, ma occorreva comunque un'uscita verso l'esterno per il corretto deflusso dei prodotti della combustione. Lo scarico deve quindi terminare a tetto con un elemento che faciliti il tiraggio naturale in caso di black out, visto che normalmente il tiraggio di una stufa a pellet funziona mediante una ventola elettrica.

Stufa a pellet senza canna fumaria: quale scegliere

Altri vantaggi del tubo porcellanato : non si graffia, è lavabile e resiste alla corrosione. I tubi porcellanati sono i migliori in assoluto, hanno sicuramente un costo maggiore rispetto ad altri materiali ma, sono soldi ben spesi.

La lunghezza media dei tubi disponibili sul mercato è di un 1 metro, quindi, una volta che conosciamo la misura di tutto il percorso del tubo sarà facile ricavare il numero di pezzi necessari per la messa in opera. Terminale Il tubo per il tiraggio dei fumi dovrà raggiungere il tetto e superarlo.

Preparazione Tracciare per tutto il percorso una linea che rappresenterà il centro del tubo, stando attenti a tenersi ad una distanza di almeno 50 centimetri da punti luce, prese, infissi ecc.. Segnare con una crocetta tutti i punti dove andrà la staffa di fissaggio del tubo, tenendo conto che la distanza tra una staffa e un altra è di 1,5 mt.

Praticare i fori da 8 o 10mm in base ai fischer acquistati per il fissaggio dei collari a staffa. Montaggio Finito di applicare tutte le staffe e superato tutti gli ostacoli per il passaggio del tubo passiamo alla messa in opera. Si inizia a fissare il tubo dalla stufa fino al tetto e non viceversa.

Non ultimi, i casi in crescita verticale di allergia e difficoltà asmatiche certamente in contrasto con uno scarico fumi in faccia alle ignare persone.

Proviamo ad immaginarci un palazzo di sette piani dove tutti scaricano i fumi sulle pareti ed il disagio di chi non potrà praticamente aprire la finestra per aerare i locali o di una persona anziana, o di un bambino che gioca all'aria aperta apparentemente , sotto questa "doccia mix insalubre". I fumi o più correttamente chiamati PDC Prodotti della Combustione, vanno scaricati sempre sulla copertura dell'edificio al di fuori della zona di reflusso in modo che possano disperdersi nel migliore dei modi in atmosfera.

Gli scarichi diretti a parete di apparecchi a gas provocano sempre un oggettivo peggioramento delle condizioni igieniche: lo stesso dicasi per quelli appartenenti alle moderne caldaie a condensazione, anzi in questo caso abbiamo a che fare con polveri molto più sottili del normale, quelle più pericolose: PM 2. Sono stati scritti centinaia di trattati per la corretta evacuazione dei fumi a tetto indicando precise regole per evitare il loro ristagno e quindi l'inquinamento a terra comunque, in linea generale, questo barbaro modo di scaricare i fumi in faccia alla gente è stato progressivamente sempre più limitato.

Da sempre le Aziende Sanitarie Locali si sono nettamente opposte allo scarico a parete certamente per la loro competenza specifica territoriale che le porta ad avere un reale contatto con i cittadini che ne lamentano costantemente tutti i problemi che ne conseguono. Nella quasi totalità dell'Italia, i regolamenti di igiene edilizio, vietano lo scarico a parete.

Una norma specifica la UNI indica delle distanze minime da rispettare molto restrittive, specie nell'ultima versione quella del ma comunque occorre sottolineare che non sempre il posizionamento dei terminali di tiraggio esterni, nei pochi casi limitati, anche se rispettano in modo rigoroso le disposizioni delle norme UNI-CIG, è condizione sufficiente perché non si verifichino lamentele dovute a molestie per i gas combusti emessi in facciata.

In data 31 agosto , infatti, nel corso della conversione in legge del DL 63 Giugno , il Senato e la Camera hanno apportato alcune modifiche al comma 9 art. Queste modifiche hanno drasticamente ridotto le possibilità di scaricare i fumi a parete.

Di seguito il testo dell' bis.


Articoli simili: